VIAGGIO IN OMAN
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VIAGGIO IN OMAN DICEMBRE 2025 Testo e foto di ANGELO LUPPI

Comincio’ cosi… un Amico che organizza viaggi un giorno di Settembre mi scrive chiedendomi delle cose di manutenzione consigliata alla sua vettura.
Abbiamo già fatto qualche viaggio insieme, conosce il mio stile d vita e la passione per il fuoristrada, siamo stati al seguto della Dakarper qualche giorno l’anno passato; mi racconta i nuovi programmi ed esordisce con una frase che lascia il segno “visto che a te piace guidare” perché non vieni in Oman a dicembre?
L’Oman è un paese che ha scoperto da poco la risorsa del turismo, assolutamente tranquillo, molto vario come panorami e percorsi, con tutte le magie dei colori orientali e in alcune zone tanta sabbia, l’obbiettivo del viaggio è guidare sulla sabbia.
La frase magica mi stuzzica molto, comincio a pensare , informarmi col passare dei giorni il pensiero si trasforma in un desiderio.
Rileggo il programma e mi piace, inoltro le info ad alcuni amici che condividono la mia passione, molti dicono…. magari…sarebbe bellissimo…. Vediamo…. Fino a che un amico di vecchia data, si rivela interessato seriamente, quindi dopo varie chiamate e messaggi si decide di partire assieme, ricontatto l’organizzatore per le ultime info e confermo il viaggio dal 14 al 21 dicembre + una estensione di turismo di 4 giorni al mare,del resto siamo in vacanza, quindi si torna a Natale.
Il tempo sembra non passare mai, con il compagno di viaggio ci troviamo per fare qualche raduno tra cui il Raduno di Gradisca, il più grande raduno d’Europa, a cui partecipano più di 600 fuoristrada e simili.
La settimana dopo si parte, due aerei ci attendono, primo scalo nel sultanato dell’ Oman, MUschat, la capitale, poi coincidenza per Salalah nel governatorato di Dhofar al sud dell’Oman vicino al confine dello Yemen.
Appena atterrati troviamo l’organizzatore (Italo-Svizzero) che ci attende con i compagni di viaggio e ci conduce in Hotel, il viaggio non è lunghissimo ma ci dobbiamo abituare al fuso orario, +3.
Ottimo hotel con annesso un centro commerciale, visto le dimensioni è facile perdersi, cena con tutto il gruppo, imparo che è il compleanno di AThos, l’organizzatore, recuperiamo una torna e dopo pranzo facciamo l festicciola con acqua e chinotto-cocacola, gli alcolici sono vietati.
Il giorno dopo ci rechiamo dal noleggiatore che sta preparando le auto che utilizzeremo nel deserto, i Toyota Tacoma, una versione più evoluta del’Hilux, con la motorizzazione intermedia V6 a benzina con 278 cv, già questo mi fa sussultare di piacere, tutte automatiche, quasi nuove e attrezzatissime per un viaggio confortevole, in questi paesi il gasolio si usa prevalentemente per i trattori agricoli e autocarri.
Mentre finiscono di prepararle, io e Pasquale, il compagno di viaggio, cominciamo ad esaminarle, considerando che sono modelli non disponibili per il mercato Italiano,controlliamo tutti i comandi e allestimenti, tutte le auto hanno montato sul tetto o sul portapacchi una tenda automatica che può accogliere comodamente due persone, hanno un frigo capiente, un inverter, doppia batteria, compressore, tanica sul tetto per l’acqua, taniche per la benzina, tavoli sedie e attrezzature per la gestione della cucina, in poche parole tutto quello che serve, controlliamo anche gli pneumatici che non abbiano crepe o rigonfiamenti, alla fine promosse, possiamo andare.
Il mattino dopo carichiamo i bagagli, comodamente, visto che siamo in due sul pick up doppia cabina, e mi accorgo che ci hanno caricato una tenda e le stuoie per dormire a terra, ultime raccomandazioni, attenzione ai limiti qui hanno molte zone controllate con autovelox e telecamere e sono molto severi,
inoltre ci avvisano che i permessi di transito non ci consentono di avvicinarci al confine della Arabia Saudita nella zona dell’Empy Quarter, distanza da mantenere almeno 3 chilometri, meglio 5 per evitare problemi.
Si Parte… si sale sull’altopiano con una strada a 4 corsie, dopo un centinaio di chilometri il meteo che fino allora era tranquillo, una giornata soleggiata, si trasforma , un forte vento solleva la sabbia limitando la visibilità anche se alcuni autocarri che ci precedono non adeguano il loro stile di guida, si sorpassano a vicenda, prima tappa al distributore di benzina e supermercato, riempiamo al massimo il serbatoio e le taniche, riempiamo le auto con i boccioni dell’acqua minerale, integriamo le scorte alimentari.
Nonostante il vento che soffia forte sollevando sabbia terra e cartacce notiamo che l’area di servizio è fornita di molti servizi, servizi igienici “premium”, approfittiamo visto che sarà l’ ultimo WC curato per parecchi giorni.
Si riparte , costeggiamo un sito militare che non sembra finire mai, altri 80chilmetri ,svolta verso nord in una strada meno trafficata , cambia molto il paesaggio spariscono le abitazioni e con il vento, si comincia a vedere la sabbia che invade la strada che ora è sterrata, come da manuale ci fermiamo a sgonfiare gli pneumatici per aumentare l’impronta a terra ed evitare gli sprofondamenti, approfittiamo per raccogliere degli arbusti secchi per fare il fuoco serale.
Cominciamo ad entrare nel viaggio della nostra immaginazione,alcune lingue di sabbia sulla strada, piccole dune all’orizzonte, proseguiamo in convoglio sul tappeto ondulato di sabbia guardando il panorama desertico che persa la vegetazione si trasforma in salite e discese tra le dune, i colori sono mutevoli, ogni curva cambia l’inclinazione della luce e le due cambiano colore ,la guida diventa impegnativa,da qui comincia la solita manfrina … 4ruote motrici, ridotte, si , no, alcune carenze tecniche o malcostumi favoriscono situazioni imbarazzanti risolvibili con qualche traino.
Avanzando vediamo delle montagne di sabbia che sembrava giallo paglierino poi gialla poi con il calar del sole rossa, ma sono altissime, superiamo le prime, ne aggiriamo alcune, questo sarà il panorama dei prossimi giorni, qualche leggero affossamento dovuto principalmente alla mancanza di confidenza con i nostri magnifici Tacoma.
Sono le 5, orario di campo, il nostro condottiero ci fa aggirare una montagna di sabbia e ci conduce in un catino al riparo del vento, che non riusciamo ad evitarlo del tutto, parcheggiamo in modo ordinato, o quasi, apriamo per la prima volta le tende e scarichiamo i tavoli e quanto serve per la cena, poi un nutrito gruppo si dedica alla salita della duna, cosa discretamente difficile visto la pendenza, che ci protegge dal vento per goderci il panorama e il tramonto.
Arrivati sulla cima ammiriamo con stupore la conformazione geologica dell’orizzonte, alte montagne di sabbia con davanti pianori con un colore bianco sale, qualcuno dice che sono laghetti prosciugati altri che concrezioni di gesso affiorate nelle ere passate, questo è quello che vedremo e percorreremo nei prossimi giorni, comunque fantastico e inusuale anche per esperti sahariani.
Cena a cura dello chef “merlino” tante chiacchiere sul tracciato e sul domani, tante risate ricordando i vari episodi della giornata, la notte passa tranquilla.
Sveglia all’alba,colazione e inizio smontaggio allestimento notturno, qualche imprecazione classica per disobbedienza dei meccanismi, risolta con una fase collaborativa, usciamo dalla zona protetta e ci accorgiamo che il vento diventata una brezza che accompagna i nostri saliscendi dalle dune al momento pallide.
Un infinito saliscendi, gira a destra ora a sinistra ora discesa forte ci tengono vivi e attenti, salite interminabili superata grazie alla potenza dei motori, le discese con pendenze molto forti ci provocano molte emozioni e si susseguono, alternate da qualche piantata nella sabbia smossa o pausa per qualche irrinunciabile foto, nel frattempo siamo costretti ad abbassare la pressione degli pneumatici fino a 0,8 bar, un pressione di galleggiamento estremo.
Il condottiero è stato bravissimo a scegliere i passaggi tra le dune evitando eccessivi ritardi, anche le pause nei posto scenografici danno onore, ci hanno la possibilità di documentare il panorama e l’orizzonte tutt’ altro che in piano.
Le dune grandi si susseguono, i pianori bianchi pure, siamo distanti la colonna si sviluppa per due chilometri, nei piani si vede la polvere sollevata da chi ci precede, come nei film, sui passaggi dunari siamo più vicini per intervenire in caso di problemi e per non perdere la traccia, il gruppo è coeso e collaborativo, ma anche ciarliero, c è chi con le battute e spiritosaggini riesce a trasformare una insabbiata tragica in un momento comico.
Il mancato superamento di un cordone di sabbia ci fa allungare il tracciato, organizziamo il campo in un altopiano sabbioso in vista di un accampamento di pastori nomadi con al seguito un centinaio di cammelli, durante la cena accade un fatto che ci ha turbato moltissimo, nelle vicinanze del tavolo viene avvista unn grosso scorpione, giallo per fortuna, questo crea dello scompiglio per chi si stava godendo il massaggio dei piedi nella sabbia,grazie ad una pala lo raccolgo e lo porto dietro una duna vicina, accertandomi che prenda un’altra direzione, quando torno al campo noto che sono comparse le calzature ai piedi dei partecipanti, tutto bene per stavolta nessun problema ma l’evento ci suggerisce più cautele .
La mattina affrontiamo una ripida discesa che sembra non finire mai e le macchine non scendono… franano insieme alla sabbia visto la grande pendenza, raggiungiamo il campo dei pastori, vediamo molti bambini che ci guardano incuriositi interrompendo i loro giochi, il campo è organizzato bene dietro un grande tendone si vede una casa mobile dotata di condizionatore, un lusso, ci avviciniamo, non troppo ,con cautela e Athos e Amed, il nostro uomo di scorta parlano con il saggio dell’accampamento, le donna del nostro gruppo intenerite dalla presenza dei bambini vogliono offrire dolcetti e caramelle, arriva un ditkat dal capo, che tradotto da Amed ci dice che i bambini sono qui in vacanza e non hanno bisogno di niente, quindi niente interferenze, cortesemente ci ricorda la vicinanza del confine.
Ripartiamo, puntiamo una altra catena dunaria, questa è una parte difficile, e la ricerca del passaggio ci costringe a molte manovre e cambiare molte traiettorie per arrivare sulla sommità, ricordandoci che alcune discese sono impercorribili in salita, quindi si viaggia in costa con passaggi molto impegnativi, una lunga e ripida discesa ci permette di raggiungere una depressione bianchissima, qualche Fennec spaventato e disorientato dal rumore e le vibrazioni delle auto fugge velocemente dalla tana.
Poco dopo nella fase piana troviamo alcuni geodi, che sviluppano curiosità ,facciamo una sosta per vedere queste strane sfere color sabbia semisepolte, ne raccogliamo alcune come souvenir, altro accampamento al tramonto finalmente riusciamo ad accendere un fuoco che alimenta l’atmosfera, davanti al fuoco si snocciolano gli aneddoti e impressioni sulla grandi dune di sabbia superate, difficoltà di guida e storia di vita.
Ma il deserto chiede pegno, nella notte si rialza il vento, a raffiche, le tende suk tetto fanno l’effetto vela, una tenda montata terra si strappa costringendo l’ospite a rifugiarsi in macchina, per fortuna le altre strutture resistono, provocando solo l’insonnia dei partecipanti per le forti vibrazioni e sbattimento, qualcuno prova a spostare l’angolazione delle vettura per migliorare l’effetto vela, ma il vento dispettoso cambia direzione, siamo nella natura, comanda lei.
Al sorgere del sole ci adoperiamo per chiudere le tende e recuperare il materiale del campo che è volato, sedie, tavoli, masserizie, non riusciamo a trovare tutto, ma partiamo, di nuovo montagne di sabbia, radure colorate di bianco e un bellissimo sole ci illumina la giornata, vista le condizioni meteo chiaramente avverse e la notte appena passata decidiamo di dirigerci verso un accampamento per passare la notte in tranquillità senza l’incubo del vento,passiamo vicino ad una oasi con un presa d’acqua dove i pastori riempiono le cisterne per abbeverare in dromedari, un particolare curioso in mezzo al deserto ci sono i cassonetti per i rifiuti a 150km di pista dalla civiltà.
Quando arriviamo all’accampamento notiamo il lusso, vari tipi di tende alcuni bungalow e per la gioia della donne servizi igienici in muratura pulitissimi, anche i bungalow sono puliti e ordinati dotati di letti veri, king size, il bagno è dotato di acqua calda gestita da pannelli solari, spostandomi dietro la struttura
La cena gestita in modalità self service è a base di specialità locali, molto gusto e sapori impegnativi che il giorno dopo avranno alcuni effetti collaterali, capita, proseguiamo con gli ultimi cordoni di dune cercando di aggirare le montagna di sabbia, qualche pista più battuta ci aiuta a risparmiare tempo e raggiungere la civiltà e un distributore per i rifornimenti , visto che abbiamo percorso più di 400 km di deserto e le nostre auto segnalano poca autonomia residua, sulla strada i consumi calano notevolmente raggiungiamo una cittadina , portiamo gli pneumatici alle pressioni regolari per l’asfalto salutiamo le sabbie dorate e ci dirigiamo tristemente verso la città.
Nel trasferimento ci fermiamo a visitare una piantagione di incenso con oltre 2000 piante tutte codificate.
Riportiamo le macchine al noleggio dove vengono effettuati controlli accurati sulla integrità , a parte qualche piccolo spoiler di gomma che abbiamo perso per un contatto troppo violento con un cespuglio dietro una duna tutto a posto, veniamo accompagnati in hotel cena , saluti visto che domani ci sono le partenze differenziate.
Solo due equipaggi rimangono per una vacanza marittima di 4 giorni, considerato che Salalah è una località marittima, il mare è azzurro le spiagge bianche e parecchi luoghi turistici da visitare, ma il ricordo delle imponenti montagne di sabbia a volte rossa e volte gialla non ci abbandona.
Abbiamo attraversato panorami e luoghi indimenticabili e infinite notti stellate



















































































































